Revisione scaduta due volte: sanzioni e termini di tolleranza

Saltare la revisione dell’auto può costare caro. Se sono state omesse più scadenze, la sanzione può anche essere raddoppiata.

Attenzione anche a un equivoco molto comune: non esiste un periodo di tolleranza dopo la normale scadenza della revisione. La legge concede tutto il mese previsto per effettuare il controllo, ma dal mese successivo il veicolo risulta fuori regola.

Il problema diventa ancora più serio quando un veicolo già sospeso dalla circolazione viene utilizzato nuovamente.

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Che cos’è la multa per revisione scaduta due volte

La revisione periodica serve a verificare che il veicolo mantenga condizioni adeguate di sicurezza, efficienza ed emissioni.

Per molte autovetture, la prima revisione deve essere effettuata quattro anni dopo la prima immatricolazione.

Il controllo deve avvenire entro la fine del mese corrispondente a quello della prima immatricolazione.

Dopo la prima revisione, il controllo va effettuato ogni due anni. Anche in questo caso vale il mese dell’ultima revisione.

Facciamo un esempio semplice.

Un’auto è stata immatricolata il 12 ottobre 2022. La prima revisione deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2026.

Non deve necessariamente essere revisionata entro il 12 ottobre. Il proprietario dispone dell’intero mese.

Dal 1° novembre 2026, però, quella revisione sarà scaduta.

La multa per revisione scaduta due volte: le sanzioni accessorie e i termini di tolleranza richiede una distinzione importante.

“Due volte” non significa necessariamente essere fermati due volte dalla Polizia.

La legge parla di revisione omessa “per più di una volta” rispetto alle scadenze previste.

Significa, per esempio, aver lasciato passare più cicli di revisione senza sottoporre il mezzo al controllo.

In questa situazione la normale sanzione prevista dall’articolo 80 può essere raddoppiata.

Come funziona la multa per revisione scaduta due volte

L’articolo 80 del Codice della Strada prevede una sanzione da 173 a 694 euro per chi circola senza revisione valida.

La stessa disposizione stabilisce che la sanzione è raddoppiabile quando la revisione è stata omessa per più di una scadenza.

La situazione, però, non termina con la multa.

Quando gli agenti accertano la mancata revisione, annotano sul documento di circolazione la sospensione del veicolo.

Da quel momento il mezzo non può essere utilizzato normalmente.

Può circolare esclusivamente per raggiungere un centro autorizzato oppure l’ufficio competente della Motorizzazione per effettuare la revisione.

Qui nasce uno degli errori più pericolosi.

Un automobilista riceve la prima multa e pensa di poter continuare a usare l’auto per qualche giorno.

Magari vuole andare al lavoro, accompagnare i figli oppure aspettare il primo appuntamento disponibile.

Questa scelta può avere conseguenze molto più pesanti della prima sanzione.

Se il mezzo viene utilizzato mentre è sospeso dalla circolazione, la multa prevista va da 1.998 a 7.993 euro.

Inoltre, viene applicato il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni.

In caso di reiterazione di questa violazione, può essere disposta la confisca amministrativa del mezzo.

Questa è la vera differenza tra una semplice revisione dimenticata e una situazione già compromessa.

Diritti, obblighi e aspetti giuridici rilevanti

Uno dei dubbi più frequenti riguarda i cosiddetti “giorni di tolleranza”.

Per la revisione non funziona come molti automobilisti immaginano.

Non esistono quindici o trenta giorni aggiuntivi dopo la scadenza ordinaria.

La regola è diversa.

La prima revisione deve essere effettuata entro il mese della prima immatricolazione, quattro anni dopo.

Le revisioni successive devono avvenire ogni due anni, entro la fine del mese dell’ultimo controllo.

Un’auto revisionata il 7 ottobre 2024 può quindi effettuare il controllo successivo entro il 31 ottobre 2026.

Fino a quella data è ancora nei termini.

Dal 1° novembre, in assenza di revisione, non è più regolare.

Esiste invece una disciplina diversa quando la revisione viene effettuata ma il risultato è negativo.

Se l’esito è “ripetere”, il proprietario deve effettuare gli interventi necessari e sottoporre nuovamente il mezzo al controllo entro un mese.

La possibilità di circolare in quel periodo dipende anche dall’avvenuta riparazione delle anomalie riscontrate.

Diverso ancora è l’esito “ripetere-sospeso dalla circolazione”.

In quel caso le possibilità di utilizzare il mezzo sono molto più limitate.

Non bisogna quindi confondere questi casi con una normale revisione semplicemente scaduta.

Il riferimento locale: cosa succede a Napoli

Per una violazione commessa nella provincia di Napoli, l’eventuale ricorso amministrativo può essere presentato al Prefetto di Napoli.

La Prefettura di Napoli ha sede in Piazza del Plebiscito 22.

Il ricorso al Prefetto contro un verbale del Codice della Strada deve generalmente essere presentato entro 60 giorni.

In alternativa, è possibile rivolgersi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione.

Il portale del Tribunale di Napoli indica per il Giudice di Pace di Napoli la sede in Piazza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino 1.

Sono termini importanti.

Pagare il verbale in misura ridotta comporta normalmente acquiescenza e impedisce di presentare successivamente ricorso contro quella multa.

Per questo motivo è opportuno controllare prima il verbale, soprattutto quando esistono dubbi sulla data della revisione.

Per approfondire anche il tema dei controlli automatici, puoi leggere la nostra guida:

Errori comuni e come evitarli

Il primo errore è pensare che esistano trenta giorni di tolleranza dopo la scadenza.

Non è così.

Il “margine” consiste nel poter effettuare la revisione fino all’ultimo giorno del mese previsto.

Dopo quel giorno, la revisione è scaduta.

Il secondo errore è confondere due revisioni omesse con due controlli di Polizia.

Sono situazioni diverse.

Saltare più cadenze periodiche può determinare il raddoppio della sanzione ordinaria.

Essere invece sorpresi nuovamente alla guida dopo la sospensione produce conseguenze molto più gravi.

Il terzo errore è continuare a guidare perché si è già prenotato il controllo.

La prenotazione non deve essere interpretata come un’autorizzazione generale a utilizzare liberamente un veicolo già sospeso.

Dopo l’accertamento, il Codice consente la circolazione finalizzata alla revisione secondo le condizioni previste.

Un altro errore consiste nel pagare immediatamente senza verificare la situazione.

Potrebbero esserci errori nella targa, nelle date o nelle informazioni presenti nelle banche dati.

Anche la documentazione relativa all’ultima revisione deve essere controllata.

Infine, non bisogna ignorare la notifica.

Una multa apparentemente semplice può diventare molto più costosa se vengono violati anche gli obblighi derivanti dalla sospensione.

Cosa fare in concreto in questa situazione

Se hai ricevuto una multa per revisione scaduta due volte, il primo passo è verificare la data dell’ultima revisione.

Controlla il documento di circolazione e le informazioni registrate sul Portale dell’Automobilista.

Bisogna capire quante scadenze sono state effettivamente saltate.

Questo dettaglio è decisivo per valutare il possibile raddoppio della sanzione.

Il secondo passo è leggere attentamente il verbale.

Occorre verificare data, luogo, targa, articolo contestato e indicazioni relative alla sospensione dalla circolazione.

Se il veicolo è stato sospeso, non utilizzarlo normalmente.

La legge consente la circolazione finalizzata all’effettuazione della revisione nei casi previsti dall’articolo 80.

Il terzo passaggio è prenotare rapidamente il controllo.

Rimandare non porta alcun vantaggio.

Una volta superata la revisione, il mezzo può tornare nella condizione prevista per la normale circolazione.

Prima di pagare il verbale, però, valuta se ci siano reali motivi di contestazione.

Se la multa è corretta, pagare nei termini evita ulteriori conseguenze.

Se invece esistono errori, bisogna decidere rapidamente se presentare ricorso.

A Napoli, per esempio, il ricorso al Prefetto può essere presentato entro 60 giorni.

L’opposizione al Giudice di Pace è invece prevista entro 30 giorni.

Le due procedure sono alternative rispetto all’impugnazione iniziale del verbale.

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Esempio pratico di caso risolto

Consideriamo un caso-tipo, costruito per spiegare la situazione.

Antonio vive a Napoli e possiede un’auto che utilizza poco.

L’ultima revisione risale a diversi anni prima.

Antonio è convinto che basti effettuare il controllo “quando ricomincerà a usare spesso la macchina”.

Un giorno prende l’auto e viene fermato.

Durante l’accertamento emerge che sono state saltate più cadenze di revisione.

Gli agenti contestano la violazione prevista dall’articolo 80.

Antonio scopre così che la sanzione ordinaria può essere raddoppiata per l’omissione di più revisioni.

Sul documento viene inoltre annotata la sospensione dalla circolazione.

A questo punto Antonio commette la scelta giusta.

Non usa più l’auto per gli spostamenti quotidiani.

Controlla il verbale, prenota la revisione e organizza il trasferimento del mezzo nel rispetto delle prescrizioni ricevute.

Dopo aver effettuato il controllo, regolarizza la propria posizione.

Immaginiamo invece che Antonio avesse continuato a usare l’auto.

Un secondo controllo non avrebbe significato soltanto “un’altra multa per revisione scaduta”.

Avrebbe potuto integrare la circolazione con veicolo già sospeso.

La conseguenza sarebbe stata una sanzione molto superiore e il fermo amministrativo per 90 giorni.

Questo esempio mostra perché è importante capire esattamente cosa viene contestato.

Quando serve davvero un avvocato

Non tutte le multe per revisione scaduta richiedono l’intervento di un avvocato.

Se la violazione è evidente e il verbale è corretto, spesso basta regolarizzare rapidamente il mezzo.

L’assistenza professionale diventa utile quando la situazione è più complessa.

Può esserlo, per esempio, quando viene contestata l’omissione di più revisioni e non si comprende il calcolo effettuato.

Lo stesso vale se il veicolo risultava già revisionato oppure esistono anomalie nelle banche dati.

È opportuno approfondire anche quando viene contestata la circolazione con mezzo già sospeso.

In questo caso le somme diventano molto elevate.

Si aggiunge inoltre il fermo amministrativo di 90 giorni.

Una valutazione legale è consigliabile anche quando si rischia la confisca oppure sono coinvolti più verbali.

Infine, occorre particolare attenzione quando stanno per scadere i termini del ricorso.

Pagare prima di avere esaminato il caso può rendere impossibile una successiva opposizione.

FAQ

1. Quanti giorni di tolleranza ci sono dopo la scadenza della revisione?

Non esiste un periodo aggiuntivo ordinario. La revisione può essere effettuata fino all’ultimo giorno del mese previsto.

2. Cosa succede se ho saltato due revisioni consecutive?

La sanzione ordinaria prevista dall’articolo 80 può essere raddoppiata quando la revisione è stata omessa per più cadenze.

3. Posso guidare dopo aver ricevuto la multa per revisione scaduta?

Il veicolo viene sospeso dalla circolazione. Può essere utilizzato soltanto nei limiti previsti per raggiungere il luogo della revisione.

4. Cosa rischio se continuo a guidare un veicolo già sospeso?

La sanzione va da 1.998 a 7.993 euro. È previsto anche il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni.

5. Posso fare ricorso contro la multa per revisione scaduta?

Sì, se esistono motivi concreti. In generale sono previsti 60 giorni per il Prefetto e 30 per il Giudice di Pace.

Conclusione

La revisione scaduta non va sottovalutata, soprattutto quando sono state saltate più scadenze.

La multa per revisione scaduta due volte: le sanzioni accessorie e i termini di tolleranza può creare conseguenze molto diverse.

Bisogna distinguere la doppia omissione dalla circolazione con un veicolo già sospeso.

Nel primo caso la sanzione può essere raddoppiata.

Nel secondo possono arrivare una multa molto più alta e il fermo amministrativo del mezzo.

Prima di pagare, controlla sempre date, verbale e ultima revisione effettuata.

Se hai ricevuto una multa e vuoi verificare se sia corretta, contattaci su www.sportelloricorsi.it.

Sportello Ricorsi, in partnership con Studio Laudando & Partners, può esaminare la documentazione e valutare la soluzione più adatta al tuo caso.

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