Una multa dell’autovelox di Viale Etruria può essere contestata quando non risulta dimostrata la corretta taratura periodica del dispositivo. La mancata consegna del certificato, però, non annulla automaticamente il verbale.
Occorre chiedere i documenti all’amministrazione e verificare la data, il dispositivo utilizzato e la validità dei controlli tecnici.
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Scopri come funzionano i controlli, quali verifiche effettuare sul verbale e quando può essere utile presentare ricorso.
Leggi la guida completaChe cos’è la contestazione della mancata taratura dell’autovelox di Viale Etruria
La taratura è il controllo tecnico che verifica la precisione dell’autovelox.
Serve ad accertare che la velocità registrata dal dispositivo sia attendibile. Un apparecchio può infatti perdere precisione nel tempo.
Si può pensare alla taratura come al controllo di una bilancia.
Una bilancia nuova può essere precisa. Dopo molti utilizzi, però, potrebbe indicare un peso sbagliato. Per questo deve essere verificata periodicamente.
Lo stesso principio vale per i dispositivi che rilevano la velocità.
La Corte costituzionale, con la sentenza numero 113 del 2015, ha stabilito che gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. La decisione ha eliminato la regola che escludeva tali controlli per alcuni apparecchi.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha poi disciplinato le procedure con il decreto ministeriale numero 282 del 13 giugno 2017. Il decreto riguarda l’approvazione, la taratura e le verifiche periodiche dei rilevatori di velocità.
Dal 2026 esiste anche una disciplina aggiornata per l’omologazione e i controlli tecnici degli strumenti. Le nuove disposizioni si applicano tenendo conto della scadenza del certificato posseduto dal singolo dispositivo.
La questione riguarda direttamente gli automobilisti che percorrono Viale Etruria a Firenze.
Il decreto prefettizio pubblicato dalla Polizia Municipale individua due punti di controllo in questa zona:
- Viale Etruria, all’altezza di Via Bibbiena, in ingresso città;
- Viale Etruria, all’altezza dell’immissione da Via Canova, in uscita dalla città.
La postazione in direzione della Fi-Pi-Li si trova dopo il sottopasso tra Viale Talenti e Viale Etruria. Quella in ingresso si incontra dopo la fine della Fi-Pi-Li e prima del semaforo.
Questi riferimenti sono importanti perché permettono di identificare il dispositivo utilizzato e richiedere il relativo certificato.
Come funziona la contestazione della mancata taratura
Ricevere una multa non significa che il certificato di taratura debba essere sempre allegato al verbale.
Nella maggior parte dei casi, il documento non viene inviato insieme alla sanzione. Il destinatario può però chiederne una copia attraverso l’accesso agli atti.
Il primo controllo riguarda l’identità dell’apparecchio.
Nel verbale possono comparire:
- la marca del dispositivo;
- il modello;
- il numero di matricola;
- la postazione;
- la direzione di rilevamento;
- la data dell’ultima taratura.
Il certificato ottenuto dall’amministrazione deve riferirsi allo stesso apparecchio.
Non basta, quindi, ricevere un certificato relativo a un modello generico. La documentazione deve permettere di collegare il controllo tecnico al dispositivo che ha rilevato la violazione.
Immaginiamo che il verbale indichi una matricola precisa.
Il Comune produce un certificato relativo a un apparecchio dello stesso modello, ma con matricola diversa. In questo caso può esistere una seria incongruenza.
Bisogna poi confrontare le date.
La taratura deve essere valida nel giorno in cui è stata rilevata la presunta infrazione.
Supponiamo che il certificato sia scaduto il 10 marzo. La velocità viene rilevata il 25 marzo e il nuovo controllo avviene il 2 aprile.
Una taratura successiva non dimostra necessariamente che il dispositivo fosse preciso il 25 marzo.
Il certificato deve inoltre essere rilasciato secondo le procedure previste.
La semplice dichiarazione dell’ente che afferma “l’apparecchio funzionava regolarmente” potrebbe non essere sufficiente, se la taratura viene contestata in modo specifico.
È quindi essenziale formulare un motivo preciso.
La keyword Autovelox Firenze Viale Etruria: contestare la mancata taratura non deve trasformarsi in una contestazione standard. Ogni ricorso deve riferirsi al singolo verbale e ai documenti disponibili.
Diritti, obblighi e aspetti giuridici rilevanti
Il destinatario della multa ha il diritto di conoscere i documenti utilizzati per l’accertamento.
A Firenze, la Polizia Municipale mette a disposizione un servizio online per richiedere l’accesso agli atti e ai verbali del Codice della strada.
È inoltre possibile visualizzare online le immagini relative alle violazioni per eccesso di velocità, seguendo le procedure indicate dal Comune.
L’accesso agli atti può comprendere:
- la fotografia originale della violazione;
- il certificato di taratura;
- il verbale di verifica della funzionalità;
- il numero di matricola dell’apparecchio;
- il decreto di approvazione o omologazione;
- il decreto prefettizio relativo alla postazione;
- i documenti sulla segnaletica;
- le informazioni sulla collocazione del dispositivo.
È utile distinguere tre concetti: omologazione, approvazione e taratura.
L’omologazione o l’approvazione riguarda il tipo di dispositivo. Serve a verificare che quel modello possa essere utilizzato per gli accertamenti.
La taratura riguarda invece la precisione del singolo apparecchio nel tempo.
Un modello può essere regolarmente approvato, ma il singolo dispositivo potrebbe avere una taratura scaduta.
Allo stesso modo, un apparecchio può essere stato tarato senza risolvere eventuali questioni sulla sua approvazione.
Nel 2019, la Corte di Cassazione si è occupata della postazione fissa di Viale Etruria con la sentenza numero 16622. La vicenda riguardava soprattutto la classificazione della strada e la possibilità di effettuare controlli senza contestazione immediata.
Quel precedente non significa che tutte le multe successive su Viale Etruria siano automaticamente nulle.
La postazione, il dispositivo e la disciplina possono cambiare. Il Comune di Firenze ha inoltre sostituito nel tempo alcuni apparecchi presenti in Viale Etruria e in altre strade cittadine.
Per questo bisogna evitare di utilizzare vecchie sentenze senza verificare il verbale attuale.
Un altro aspetto riguarda la tolleranza.
Alla velocità rilevata viene applicata una riduzione del 5%, con un minimo di 5 chilometri orari.
La tolleranza, però, non sostituisce la taratura.
Sono due garanzie diverse. La riduzione viene applicata al valore registrato, mentre la taratura verifica l’affidabilità dello strumento.
Il verbale deve inoltre indicare in modo comprensibile il luogo dell’accertamento.
Su Viale Etruria è importante verificare:
- la direzione di marcia;
- il punto di ingresso o uscita dalla città;
- il riferimento a Via Bibbiena o Via Canova;
- il limite vigente;
- il dispositivo effettivamente utilizzato.
Questi elementi consentono al destinatario di esercitare il proprio diritto di difesa.
Errori comuni e come evitarli
Il primo errore è scrivere nel ricorso che “l’autovelox non era tarato” senza avere richiesto i documenti.
Un’affermazione generica può essere respinta facilmente.
È meglio presentare prima l’accesso agli atti. Dopo aver ricevuto la documentazione, si può indicare l’errore preciso.
Il secondo errore è pensare che il certificato debba essere allegato obbligatoriamente alla multa.
Di norma, la sua assenza tra gli allegati non rende nullo il verbale. La questione diventa rilevante quando l’amministrazione non dimostra una taratura valida.
Il terzo errore è confondere la data di stampa con la data della verifica.
Il certificato potrebbe essere stato stampato o trasmesso in un secondo momento. Ciò che conta è quando il dispositivo è stato sottoposto al controllo.
Il quarto errore è non controllare la matricola.
Il nome commerciale dell’autovelox non basta. Occorre verificare che la documentazione si riferisca proprio all’apparecchio indicato nel verbale.
Il quinto errore è basare tutto su una vecchia sentenza relativa a Viale Etruria.
La postazione ha avuto una lunga storia di ricorsi e polemiche. Tuttavia, una decisione riferita a un vecchio dispositivo non annulla ogni multa futura.
Il sesto errore è pagare prima di valutare il ricorso.
Il pagamento in misura ridotta viene normalmente considerato accettazione della sanzione. Dopo il pagamento, non è generalmente possibile proporre opposizione.
Il settimo errore è aspettare la risposta all’accesso agli atti senza controllare i termini.
La richiesta dei documenti non sospende automaticamente il termine per presentare ricorso.
Questo è un passaggio delicato. Bisogna calcolare subito la scadenza e decidere come tutelarsi.
L’ottavo errore è ignorare la comunicazione dei dati del conducente.
Quando la violazione comporta la perdita di punti, il proprietario può dover comunicare chi guidava.
L’obbligo deve essere valutato separatamente dal ricorso. La mancata risposta può generare un’altra sanzione.
Cosa fare in concreto dopo aver ricevuto la multa
Il primo passo è conservare il verbale e la busta.
La data di notifica serve per calcolare il termine dell’opposizione.
Il secondo passo è controllare la postazione.
Verifica se la multa riguarda Viale Etruria in ingresso città, presso Via Bibbiena, oppure l’uscita verso la Fi-Pi-Li.
Controlla anche la direzione, l’ora e il limite riportato.
Il terzo passo è esaminare i dati tecnici.
Annota:
- marca e modello;
- matricola;
- velocità rilevata;
- velocità accertata;
- riduzione applicata;
- data dell’ultima taratura;
- autorità che ha emesso il verbale.
Il quarto passo è visualizzare la fotografia.
L’immagine deve permettere di riconoscere la targa. Deve inoltre essere chiaro quale veicolo sia stato rilevato.
Questo controllo è importante soprattutto quando nella fotografia compaiono più automobili.
Il quinto passo è presentare l’accesso agli atti.
La richiesta può essere formulata in questo modo:
Si richiede copia integrale del certificato di taratura e del verbale di verifica funzionale relativo al dispositivo indicato nel verbale. Si richiedono anche i dati identificativi dell’apparecchio, compresa la matricola, e la documentazione valida alla data dell’accertamento.
È utile chiedere anche:
- il decreto di approvazione o omologazione;
- il documento sulla collocazione della postazione;
- il decreto prefettizio;
- la documentazione relativa alla segnaletica.
Il sesto passo è confrontare ogni documento con il verbale.
Controlla che la matricola sia la stessa. Verifica che la taratura non fosse scaduta e che il documento riguardi il giorno dell’infrazione.
Il settimo passo è scegliere l’autorità competente.
Il ricorso al Prefetto può essere presentato entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica.
Il ricorso al Giudice di Pace deve essere normalmente presentato entro 30 giorni.
Le due procedure sono alternative.
Il ricorso al Prefetto non richiede il contributo unificato. Tuttavia, un rigetto può comportare una somma superiore rispetto alla multa iniziale.
Il Giudice di Pace richiede il pagamento del contributo unificato. Consente però una valutazione giudiziaria diretta della documentazione.
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Leggi la guida completaEsempio pratico di caso risolto
Immaginiamo il caso di Francesca, residente a Scandicci.
Ogni mattina percorre la Fi-Pi-Li e arriva a Firenze attraverso Viale Etruria. Un giorno riceve una multa per eccesso di velocità.
Il verbale indica una postazione in ingresso città, vicino a Via Bibbiena.
La velocità accertata supera il limite di pochi chilometri orari. La tolleranza risulta applicata correttamente.
Francesca pensa inizialmente di pagare.
Prima di farlo, però, chiede il certificato di taratura e il verbale di verifica funzionale.
Il Comune invia diversi documenti.
Il certificato riporta lo stesso modello indicato nella multa. Il numero di matricola, però, non coincide con quello presente nel verbale.
Francesca chiede un chiarimento. L’amministrazione trasmette un secondo documento, ma la taratura risulta successiva alla data dell’infrazione.
Il ricorso viene quindi costruito su due elementi precisi:
- il primo certificato riguarda un apparecchio diverso;
- il secondo controllo è avvenuto dopo l’accertamento.
Non viene utilizzata una frase generica sulla mancata taratura.
Vengono allegati il verbale, i certificati ricevuti e la richiesta di accesso agli atti. Il giudice ritiene che l’amministrazione non abbia dimostrato la corretta taratura del dispositivo utilizzato.
Il verbale viene annullato.
Questo caso è illustrativo. Mostra però il metodo corretto da seguire.
La contestazione funziona quando parte dai documenti e individua una contraddizione verificabile.
Quando serve davvero un avvocato
Per contestare una multa non è sempre obbligatorio rivolgersi a un avvocato.
Il cittadino può presentare personalmente il ricorso nei casi previsti.
L’assistenza professionale diventa però utile quando la questione tecnica è complessa.
È consigliabile chiedere una valutazione quando:
- il certificato di taratura non viene consegnato;
- la matricola non coincide;
- il certificato era scaduto;
- la taratura risulta successiva alla violazione;
- i documenti contengono date contraddittorie;
- manca il verbale della verifica funzionale;
- la postazione non è identificata con chiarezza;
- sono previste decurtazioni rilevanti di punti;
- esiste il rischio di sospensione della patente;
- il veicolo viene utilizzato per lavoro;
- sono state ricevute più multe dallo stesso apparecchio.
Un avvocato può anche verificare se la taratura sia davvero il motivo più forte.
A volte la documentazione tecnica è regolare, ma emergono altri problemi. Possono riguardare la notifica, la segnaletica o la localizzazione del controllo.
In altri casi, il verbale è corretto e il ricorso espone soltanto a costi maggiori.
L’analisi preventiva serve quindi anche a evitare opposizioni prive di basi solide.
Domande frequenti
Il certificato di taratura deve essere allegato alla multa?
No, non deve essere sempre allegato. Il destinatario può però richiederlo attraverso l’accesso agli atti.
Ogni quanto deve essere tarato un autovelox?
I dispositivi devono essere sottoposti alle verifiche periodiche previste dalla normativa e dai relativi provvedimenti tecnici.
La mancata indicazione della taratura annulla automaticamente il verbale?
No. Bisogna verificare se l’amministrazione può dimostrare che il dispositivo era regolarmente controllato.
Posso fare ricorso se il certificato riporta una matricola diversa?
La differenza può essere rilevante. Occorre chiedere chiarimenti e verificare quale apparecchio abbia eseguito l’accertamento.
L’accesso agli atti sospende il termine del ricorso?
Di regola no. Bisogna continuare a controllare la scadenza prevista per il Prefetto o il Giudice di Pace.
Conclusioni
Contestare una multa dell’autovelox di Viale Etruria richiede un controllo preciso della documentazione tecnica.
Non basta affermare che il dispositivo non fosse tarato. Bisogna identificare l’apparecchio e confrontare matricola, certificato e data dell’accertamento.
Il tema Autovelox Firenze Viale Etruria: contestare la mancata taratura deve quindi essere affrontato partendo dall’accesso agli atti.
La postazione presso Via Bibbiena e quella vicina all’immissione da Via Canova devono essere valutate separatamente. Dispositivo, direzione e documenti possono essere diversi.
Prima di pagare o presentare un ricorso generico, richiedi una verifica personalizzata del verbale.
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